Basato su: Zecca et al., BMC Oral Health, 2025 + Zecca et al., Journal of Dentistry, 2024
Il problema: troppe radiografie?
Chi inizia un percorso ortodontico lo sa bene: si parte sempre con una serie di esami. Radiografie panoramiche, teleradiografie laterali, a volte TAC. Sono strumenti diagnostici fondamentali, ma ogni esposizione ai raggi X comporta una dose di radiazioni, per quanto piccola. E quando il paziente e un bambino di 7-8 anni che dovra fare controlli per anni, la questione diventa rilevante.
Il principio cardine della radioprotezione si chiama ALARA: As Low As Reasonably Achievable, cioe la dose di radiazioni deve essere la piu bassa ragionevolmente ottenibile. Ma nella pratica ortodontica quotidiana, questo principio si scontra con la necessita di avere misurazioni precise per impostare il piano di trattamento. Come si fa a ridurre le radiografie senza rinunciare alla qualita della diagnosi?

In studio: la diagnosi digitale permette di condividere in tempo reale le informazioni con il paziente.
La prima soluzione: fare di piu con meno
Nel 2024 ho pubblicato un software open-source che affronta il problema da un’angolazione pratica. Nella diagnosi ortodontica si usano le cosiddette misurazioni cefalometriche: angoli e distanze misurati sulla radiografia laterale del cranio, che descrivono il rapporto tra ossa, denti e tessuti molli. Normalmente servono radiografie con un campo visivo ampio, che espongono il paziente a una dose maggiore.
Il mio software permette di ottenere le stesse misurazioni anche da radiografie con campo visivo ridotto, cioe da esami che comportano meno radiazioni. Come? Usando modelli statistici che stimano i valori mancanti a partire da quelli disponibili. Non e un’approssimazione: i risultati sono stati validati clinicamente e le stime si sono dimostrate affidabili per l’uso diagnostico.
Il codice e interamente open-source, cioe libero e gratuito. L’ho pubblicato cosi perche credo che gli strumenti diagnostici debbano essere accessibili a tutti, non riservati a chi puo permettersi software proprietari costosi.
Il passo successivo: diagnosi senza radiografie
Nel 2025, con il progetto CEPHCLINIC, siamo andati oltre. Il nuovo strumento predice le misurazioni cefalometriche partendo da dati clinici non radiologici: fotografie del viso (frontale e laterale), scansioni intraorali 3D e informazioni demografiche del paziente. Nessun raggio X.
Il sistema e stato addestrato su un dataset di oltre 1.200 soggetti e poi validato su un campione indipendente di 51 casi che il software non aveva mai visto. I risultati mostrano che per diversi parametri diagnostici fondamentali le previsioni rientrano nei limiti di accettabilita clinica. Non siamo ancora al punto di eliminare completamente le radiografie, ma siamo sulla strada giusta: la prima valutazione ortodontica potra presto basarsi su esami non invasivi.
Il progetto e completamente documentato e il codice e disponibile a chiunque voglia usarlo, testarlo o migliorarlo. Questo e il senso della ricerca aperta.
Cosa significa per il paziente
In pratica, significa che un genitore che porta il figlio per una prima valutazione ortodontica potra, in un futuro molto prossimo, ricevere un inquadramento diagnostico affidabile basato su fotografie e scansioni, senza necessita di radiografie come primo passo. Le radiografie non scompariranno, ma verranno riservate ai casi in cui sono davvero indispensabili. Per un bambino che inizia il percorso a 7-8 anni e avra bisogno di monitoraggio fino a 14-15, ogni esposizione risparmiata e un vantaggio concreto.
Nel mio studio queste tecnologie le uso gia nella pratica quotidiana. Non sono un progetto accademico in attesa di applicazione: sono strumenti reali che cambiano il modo in cui lavoro.
Fonte: AI-based open-source software for cephalometric analysis from limited FOV radiographs
Chi ha scritto questo articolo. Sono Piero Antonio Zecca, ortodontista e ricercatore all’Università degli Studi dell’Insubria. Qui c’è il percorso, per chi ha voglia di controllarlo.
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Se la cosa ti riguarda e vuoi capire se serve nel tuo caso, i numeri delle sedi sono in Dove ricevo.




