Basato su: Caprioglio, Zecca et al., IJPO, 2014 + Lagravere, Zecca et al., Minerva Pediatrica, 2019

Un segnale che spesso viene sottovalutato

Un bambino che dorme con la bocca aperta, che russa tutte le notti, che al mattino si sveglia stanco e irritabile. Un bambino che a scuola fatica a concentrarsi, che cresce meno dei coetanei, che ha le occhiaie. Molti genitori attribuiscono questi segnali al carattere, alla stanchezza, a un periodo. Pochi pensano che la causa possa essere nel palato.

Il palato stretto e una condizione anatomica piuttosto comune nei bambini, e ha conseguenze che vanno ben oltre l’estetica del sorriso. Quando il palato e troppo stretto, il pavimento delle fosse nasali (che e anche il tetto della bocca) si abbassa, riducendo lo spazio per il passaggio dell’aria nel naso. Il bambino, non riuscendo a respirare bene dal naso, compensa respirando dalla bocca. Ma la respirazione orale non e un’alternativa equivalente: e meno efficiente, espone a infezioni piu frequenti e, soprattutto, puo portare a disturbi respiratori del sonno.

Le conseguenze: non solo russamento

Le apnee ostruttive del sonno nei bambini sono piu frequenti di quanto si pensi. Il bambino smette di respirare per brevi intervalli durante la notte, il livello di ossigeno nel sangue scende, il sonno diventa frammentato. Le conseguenze sono a cascata: la produzione di ormone della crescita, che avviene prevalentemente durante il sonno profondo, si riduce. Le funzioni cognitive ne risentono. Il bambino e cronicamente stanco, irritabile, spesso viene etichettato come svogliato o disattento.

In una revisione sistematica pubblicata su Minerva Pediatrica nel 2019, abbiamo raccolto e analizzato le evidenze disponibili sugli effetti metabolici delle apnee nei bambini. I dati mostrano chiaramente che i bambini con apnee ostruttive presentano livelli piu bassi di ormone della crescita (GH e IGF-1) e risultati inferiori nei test neurocognitivi rispetto ai coetanei senza disturbi respiratori. La buona notizia e che dopo il trattamento, che puo essere ortodontico, chirurgico o combinato a seconda della causa, questi parametri tendono a migliorare significativamente.

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Fotografia clinica di un espansore rapido del palato posizionato. L’apparecchio esercita una forza laterale sulle due meta del palato, allargandolo progressivamente. Da: Caprioglio, Zecca et al., IJPO, 2014.

L’espansione del palato: un trattamento ortodontico che fa respirare

In uno studio pubblicato sull’International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology nel 2014, abbiamo misurato cosa succede alle vie aeree quando si allarga il palato con un espansore rapido. Lo studio ha incluso bambini con palato stretto e apnee ostruttive del sonno documentate con polisonnografia, l’esame gold standard per i disturbi del sonno.

I risultati sono stati significativi: dopo l’espansione palatale, il volume delle vie aeree e aumentato in modo misurabile alla TAC 3D. Ma il dato piu importante e clinico: la saturazione di ossigeno durante il sonno e migliorata e il numero di episodi di apnea si e ridotto. Non si tratta solo di numeri su una TAC, ma di un bambino che respira meglio, dorme meglio e, di conseguenza, vive meglio.

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Sezione trasversale delle vie aeree superiori da TAC 3D prima e dopo l’espansione rapida del palato. Da: Caprioglio, Zecca et al., IJPO, 2014.

Quando intervenire

L’eta ideale per l’espansione rapida del palato e tra i 7 e gli 8 anni, quando le suture craniche sono ancora elastiche e l’intervento e piu efficace e meno invasivo. Aspettare troppo significa che le suture si consolidano e l’espansione diventa piu difficile, a volte richiedendo un approccio chirurgico.

Il messaggio per i genitori e chiaro: se vostro figlio russa ogni notte, dorme a bocca aperta, si sveglia stanco, ha le occhiaie, cresce poco o fatica a concentrarsi a scuola, non liquidate la cosa come una fase. Parlatene con il pediatra e chiedete una valutazione ortodontica. Non tutti i bambini che respirano con la bocca hanno bisogno di un espansore, ma quelli che ne hanno bisogno traggono un beneficio enorme da un intervento fatto al momento giusto.

L’ortodonzia non e solo questione di denti dritti. A volte e questione di respiro, di sonno, di crescita.

 

Dott. Piero Antonio Zecca, odontoiatra e ricercatore, Universita dell’Insubria.

Fonte: Rapid maxillary expansion in growing patients: correspondence between 3-dimensional airway changes and polysomnography

Fonte: Metabolic effects of treatment in patients with obstructive sleep apnea: a systematic review

 

Chi ha scritto questo articolo. Sono Piero Antonio Zecca, ortodontista e ricercatore all’Università degli Studi dell’Insubria. Qui c’è il percorso, per chi ha voglia di controllarlo.

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