Basato su: Serafin, Zecca et al., Journal of Dentistry, 2025
Dal 2D al 3D: un passaggio necessario ma non banale
La cefalometria e il cuore della diagnosi ortodontica. Consiste nel misurare angoli e distanze tra punti di riferimento sulle ossa del cranio, sui denti e sui tessuti molli per capire il tipo di malocclusione e impostare il trattamento corretto. Per decenni si e fatta sulla teleradiografia laterale, una radiografia 2D del cranio di profilo. Con l’avvento della TAC 3D (CBCT), il mondo dell’ortodonzia ha iniziato a disporre di immagini tridimensionali molto piu ricche di informazioni. Ma c’e un problema: molti dei parametri cefalometrici classici sono stati pensati per il 2D. Trasferirli nel 3D non e automatico, perche una radiografia laterale e una proiezione che appiattisce strutture tridimensionali su un piano. Alcuni parametri che funzionano bene in 2D perdono significato o affidabilita quando si lavora nello spazio.
Il parametro AB-ratio: misurare il rapporto mascellare-mandibola in 3D
Per risolvere questo problema, nel nostro studio del 2025 abbiamo validato un nuovo parametro chiamato AB-ratio. Misura il rapporto tra la posizione del mascellare superiore e della mandibola direttamente nello spazio tridimensionale, senza le distorsioni legate alla proiezione 2D. Lo abbiamo confrontato con due parametri classici usati per la stessa valutazione: l’angolo ANB e il Wits appraisal. L’AB-ratio si e dimostrato piu stabile, piu riproducibile tra operatori diversi e meno influenzato da variabili anatomiche individuali che possono distorcere le misure tradizionali. 
Piu informazioni da un singolo esame
Il vantaggio pratico piu importante dell’AB-ratio e che permette di estrarre piu informazioni diagnostiche da una singola TAC, riducendo la necessita di esami aggiuntivi. Con i parametri tradizionali, spesso servivano piu radiografie per avere un quadro completo: la teleradiografia laterale, quella frontale, la panoramica. Con un’analisi 3D ben fatta, un solo esame CBCT puo fornire tutte le informazioni necessarie. 
Il contesto della mia ricerca
Questo lavoro si inserisce in un filone di ricerca piu ampio che porto avanti da anni: trovare modi per fare diagnosi ortodontiche di qualita con la minor esposizione possibile ai raggi X. Dal software che permette di lavorare con radiografie a campo ridotto, al progetto CEPHCLINIC che predice misurazioni da fotografie, fino all’AB-ratio per la cefalometria 3D, la direzione e sempre la stessa: proteggere il paziente senza rinunciare alla precisione. 
Dove continua questo lavoro
La domanda dietro questa ricerca non riguarda solo la cefalometria: riguarda quando una radiografia serve davvero, e quanta ne serve. Ho raccolto in un sito a parte, 4rx.it, il ragionamento sulla dose e sul campo di vista in odontoiatria, insieme agli strumenti che ne sono nati, fra cui CEPHCLINIC, che applica su un caso reale il parametro descritto qui.
Chi ha scritto questo articolo. Sono Piero Antonio Zecca, ortodontista e ricercatore all’Università degli Studi dell’Insubria. Qui c’è il percorso, per chi ha voglia di controllarlo.
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Se la cosa ti riguarda e vuoi capire se serve nel tuo caso, i numeri delle sedi sono in Dove ricevo.




