Basato su: Zecca et al., European Journal of Orthodontics, 2025
Un dispositivo in bocca 22 ore al giorno
Gli allineatori trasparenti sono diventati uno degli strumenti piu richiesti in ortodonzia. Sono estetici, rimovibili, comodi. Ma c’e un aspetto che raramente viene discusso: sono fatti di plastica e stanno a contatto con la saliva, il calore corporeo e le forze della masticazione per 20-22 ore al giorno, per mesi. E’ legittimo chiedersi: rilasciano qualcosa?
Il tema delle microplastiche e delle nanoplastiche e esploso negli ultimi anni in ambito ambientale e alimentare. Si trovano nell’acqua, nel cibo, nell’aria. Ma i dispositivi medici che mettiamo direttamente in bocca sono stati studiati meno di quanto si pensi. Con il mio gruppo di ricerca abbiamo voluto colmare questa lacuna con dati concreti.
L’esperimento: due tecnologie a confronto
Abbiamo confrontato due tipi di allineatori prodotti con processi diversi. Il primo tipo e il classico allineatore termoformato: una lastra di plastica viene riscaldata e modellata su uno stampo dei denti del paziente. E’ la tecnologia usata da Invisalign e dalla maggior parte dei marchi sul mercato. Il secondo tipo e un allineatore stampato in 3D con resina fotopolimerizzabile: una tecnologia piu recente che sta guadagnando terreno.
In laboratorio abbiamo simulato l’usura che il dispositivo subisce in bocca, immergendo i campioni in acqua e sottoponendoli a sfregamento meccanico. Poi abbiamo analizzato il liquido con tre tecniche di microscopia diverse: microscopia ottica in campo scuro, microscopia elettronica a trasmissione (TEM) e microscopia a forza atomica (AFM). Ogni tecnica cattura aspetti diversi delle particelle: forma, dimensione, distribuzione.

Analisi dimensionale delle particelle rilasciate dai due tipi di allineatori. Da: Zecca et al., EJO, 2025.
I risultati: differenze significative tra i due processi
Entrambi i tipi di allineatori rilasciano micro e nanoparticelle di plastica nell’acqua. Ma le differenze tra i due processi produttivi sono notevoli.
Gli allineatori stampati in 3D hanno rilasciato circa 4 volte piu particelle in peso rispetto a quelli termoformati. Le particelle del materiale stampato tendono ad essere piu grandi e con forme piu irregolari. Quelle del materiale termoformato sono piu piccole e piu uniformi. Questo ha implicazioni importanti, perche la dimensione e la forma delle particelle influenzano il modo in cui il corpo le gestisce una volta ingerite.

Confronto della distribuzione granulometrica delle particelle tra allineatori termoformati e stampati in 3D. Da: Zecca et al., EJO, 2025.
Non e un allarme, e consapevolezza
E’ importante contestualizzare: le quantita rilevate sono piccole e non ci sono a oggi evidenze che siano pericolose per la salute. Ma il dato e nuovo e rilevante, soprattutto considerando che il paziente porta l’allineatore per mesi e che il contatto con mucose e saliva e continuo.
Questo studio non dice di non usare gli allineatori: dice che il processo di produzione conta, che non tutti i materiali si equivalgono e che c’e margine per migliorare. Come clinico, uso questi dati per scegliere in modo consapevole con quali materiali e processi lavorare. Come ricercatore, credo che il paziente abbia il diritto di sapere cosa porta in bocca.
Dott. Piero Antonio Zecca, odontoiatra e ricercatore, Universita dell’Insubria.
Chi ha scritto questo articolo. Sono Piero Antonio Zecca, ortodontista e ricercatore all’Università degli Studi dell’Insubria. Qui c’è il percorso, per chi ha voglia di controllarlo.
Da leggere dopo: Quando la bocca aperta non e un vizio: respirazione orale, palato stretto e crescita nei bambini
Se la cosa ti riguarda e vuoi capire se serve nel tuo caso, i numeri delle sedi sono in Dove ricevo.




